SALERNO – SALERNOIR: CHIUSURA CON MAURIZIO DE GIOVANNI

SALERNO – SALERNOIR: CHIUSURA CON MAURIZIO DE GIOVANNI

2 Agosto 2021 Off Di Mimmo Ascolese

Nella città della Sirena le cose non sono mai come sembrano. SalerNoir Festival le notti di Barliario chiude mercoledì alle 19.30 (Quadriportico del Duomo di Salerno) la sua VII edizione con l’ultimo romanzo di Maurizio de Giovanni, “Una sirena a Settembre” (Einaudi editore): la storia di una doppia sfida per Mina Settembre, l’irresistibile assistente sociale del Consultorio Quartieri Spagnoli Ovest approdata con grande successo di pubblico lo scorso inverno sugli schermi di Raiuno. È la chiusura in bellezza di un’edizione che è stata ricca di pubblico, personaggi, situazioni stimolati che sono rimaste negli occhi e nei cuori degli appassionati di letteratura gialla, noir, poliziesca, thriller. Intensi e partecipati gli incontri con gli autori di quest’anno: da Roberto Costantini a Livia Sambrotta, a Gabriella Genisi, a Mirko Zilahy, a Antonio Manzini, protagonista di un vero e proprio show e vincitore del Premio Attilio Veraldi. Fino alla serata conclusiva del Concorso Letterario Nazionale, Premio Barliario, che ha visto trionfare Piergiorgio Pulixi con il suo “L’isola delle anime” (Rizzoli), sugli altri due finalisti, Patrizia Rinaldi e Antonio Fusco. Il finale non poteva non essere altrettanto pirotecnico: il nuovo romanzo di de Giovanni, uscito da poco in libreria, ha scalato le vette delle classifiche di vendita e di gradimento, e l’incontro promette scintille. A dialogare con Maurizio de Giovanni saranno Pina Masturzo e Massimiliano Amato, lo stesso autore interpreterà alcune pagine del suo libro, nel quale accadono due fatti. Due fatti che appaiono chiari, eppure a Mina i conti non tornano. Un’anziana viene scippata, cade e finisce in coma. Sin qui nulla di strano, purtroppo; è la soluzione del caso, il modo in cui arriva, a non convincere. E convince poco pure il secondo episodio, una scena di povertà estrema mandata in onda da una televisione locale: un bambino che si contende del cibo con un cane fra montagne di spazzatura. No, a Mina i conti non tornano proprio. Così, con l’aiuto dell’innamoratissimo Mimmo Gammardella, il ginecologo più bello dell’universo, e a dispetto del suo caustico ex marito, il magistrato Claudio De Carolis, decide di indagare. Solo che deve stare attenta, perché di mezzo, in questa vicenda, ci sono parecchie sirene, e le sirene, si sa, incantano. Per fortuna, a far da guida tra inganni e malintesi, c’è la Signora, straordinario personaggio che attraversa tutto il romanzo, una delle invenzioni più poetiche nate dalla fantasia di Maurizio de Giovanni. “Una delle croci che la dottoressa Settembre Gelsomina doveva trasportare in cima al monte era senz’altro il tragitto per arrivare al Consultorio Quartieri Spagnoli Ovest, dove impavida e sprezzante del pericolo prestava il proprio servizio in qualità di assistente sociale. Il motivo principale era che non aveva le physique du rôle. La realtà era che Mina aveva un’anima e una mente rinchiuse, per un qualche errore di fabbrica o per la divertita perfidia del Celeste Architetto, nell’involucro sbagliato. Passione civile, istanze sociali, un senso della giustizia che rasentava l’ossessione, una determinazione feroce a osteggiare qualsiasi sopruso; e un corpo e un viso di fronte ai quali si scatenavano i più bassi istinti, e che non accennavano, nonostante il passare degli anni, a sottostare alla legge di gravità”.