In seguito alla sentenza del Tribunale di Salerno che ha azzerato le nomine fatte ad inizio mandato, il sindaco è dovuto correre ai ripari. Nuova giunta, esce un assessore ed entra la moglie.

Per i consiglieri di minoranza siamo al medioevo politico.

Non condividiamo la scelta di sostituire un assessore con la propria consorte: lo riteniamo medioevo politico. Poi la nuova assessora, a cui vanno i nostri auguri di buon lavoro, ci saprà sicuramente dimostrare le proprie abilità politiche.
Per ora, però, stiamo solo assistendo a una gestione di un organo istituzionale fatta di un certo tipo; in continuità con la scelta di premiare la madre da semplice dipendente comunale a responsabile di settore (scelta anche questa, insieme ad altre, che ha sollevato dubbi da parte della Prefettura).
Un modo di fare che racconta di un certo “familismo amorale” come sistema di gestione ormai consolidato da parte del nostro sindaco.

La sentenza del Tribunale è stata chiara e netta: giunta azzerata, giunta da rifare, nomine fatte dal sindaco sono state dichiarate illegali.

Avevamo chiesto un anno fa di procedere nel rispetto della legge su parità di genere. La segnalazione era arrivata al sindaco  anche dalla Prefettura di Avellino. Ora la sentenza del TRIBUNALE della scorsa settimana.

Il sindaco in un suo comunicato cerca giustificazioni, provando a confondere le idee di chi legge attraverso uno sproloquio inutile che, oltretutto, in modo molto poco elegante, prova a mettere alla gogna le persone che, insieme al nostro gruppo politico, hanno firmato il ricorso. Un modo di fare che non possiamo accettare: quei nomi che lui elenca, quasi come la lista dei cattivi della classe, sono nomi di persone che hanno a cuore il rispetto della legge anche e soprattutto nel proprio comune di residenza. Persone a cui il tribunale ha dato ragione! Persone a cui, come noi, ha dato fastidio che il sindaco e la sua giunta, per difendersi dinanzi al TAR per una causa già persa in partenza (c’erano già sentenze pari oggetto oltre la già citata segnalazione della Prefettura), abbiano utilizzato soldi pubblici, soldi dei cittadini, evidentemente sprecandoli. Per noi un fatto gravissimo, una pagina nera nella vita amministrativa del comune di Aiello.

Però, se il sindaco ritiene di avere le sue ragioni, faccia ricorso contro la sentenza! La capacità di raggirare le posizioni, di stravolgere le verità, di voler effettuare scelte lontano dai fondamenti legislativi non porterà questa maggioranza troppo lontano – continua la Consigliera Della Sala – è molto strano che anche chi aveva dimostrato di avere uno spicciolo di senso critico ora si sia fatto indietro e chiuso in un silenzio e in un guscio. Anche il Partito Democratico sta puntando gli occhi su quello che succede ad Aiello, avendo degli esponenti e dei riferimenti in giunta.
Progetto Aiello è un gruppo mosso da impegno civico, democratico e sociale. Il sindaco giuro’ fedeltà alla Costituzione nel momento dell’insediamento ma un attimo dopo la calpesto’.
Della Sala Costantina, Consigliera, Sociologa e Presidente Cif, continua affermando che questo evento della sentenza farà da Scuola ad altre amministrazioni, a prescindere dalla fattispecie della Quota di Genere, la legalità trova spazio e persone che decidono di esercitare i propri diritti.”