CENT’ANNI DALLA NASCITA DI BERLINGUER: NAPPI SI INTERROGA SULLA “DEMOCRAZIA ELETTRONICA”

“Per un mondo nuovo di pace e di giustizia. Dedicato a Enrico Berlinguer”. E’ questo il titolo del primo dei numerosi volumi con cui la rivista InfinitiMondi, bimestrale di pensieri di libertà diretto da Massimiliano Amato e Gianfranco Nappi, ricorderà, per tutto il 2022, l’anno centenario della nascita dello storico segretario del Pci. Il libro contiene una lunga premessa di Gianfranco Nappi, che è anche il curatore della pubblicazione, e una selezione di testi di Berlinguer, che abbracciano il periodo che va dal gennaio 1977, con lo storico discorso dell’Eliseo in cui il leader comunista lanciò la parola d’ordine dell’austerità, al dicembre 1983, quando sei mesi prima di essere colpito dall’ictus in piazza delle Erbe a Padova, in un’intervista per l’Unità rilasciata a Ferdinando Adornato Berlinguer ragionava sui rischi e le opportunità della cosiddetta “democrazia elettronica”. Il volume sarà presentato domani, venerdì 22 aprile, a Salerno (inizio ore 18), presso il circolo Arci “Marea” in via Davide Galdi a Mercatello. Introduce e modera il direttore responsabile di InfinitiMondi, Massimiliano Amato, intervengono il filosofo Pino Cantillo, l’ex deputata del Pci Flora CalvaneseFrancesco Curcio, del circolo Arci Marea, e Claudio Grassi, direttore della rivista online www.oltreilcapitale.it. Conclusioni affidate al curatore del volume. “Mentre raccoglievo i materiali per questo lavoro, rileggevo interviste, relazioni, testi di comizi di Berlinguer, quel suo impegno estremo per la pace e il disarmo dei suoi ultimi anni, pensavo ad una loro attualità politica, come insegnamento, come bisogno da tenere sempre vivo – scrive Nappi nella lunga premessa – riallacciandosi ai tragici eventi di questi giorni. – Mai avrei immaginato di dover completare questo lavoro in giornate in cui alcune delle sue parole più che attuali appaiono addirittura profetiche.  Profezia in senso laico, ovvero intesa come monito dato sulla base di esperienze personali o del proprio modo di considerare il corso degli eventi. È difficile sfuggire alla crescente sensazione di essere immersi in una crisi organica del mondo. Volutamente voglio riprendere questa espressione che è di Enrico Berlinguer: crisi del mondo. Ovvero, crisi dei suoi assetti, delle sue relazioni e crisi del suo produrre, del modo di organizzarsi delle sue società, perfino del modo di pensarsi. Alla fine, è durata davvero poco la rivoluzione liberistico-finanziario-informazionale. Oggi siamo di nuovo alla guerra, di nuovo nel cuore dell’Europa: è da questa novità assoluta, per l’Europa del terzo millennio, che debbo prendere le mosse. Mentre scrivo nessuno sa come finirà. Quando. Con quali ulteriori costi.  Ma tante cose sono già evidenti, accumulatesi in pochissimo tempo e così radicali da fare sorgere il legittimo interrogativo: ma com’è che non avevamo capito quel che stava maturando? Ma davvero non c’erano segni premonitori? Ma davvero Stati e Governi non avevano strumenti per capire, e vedere e agire prima?  Ma allora davvero oggi l’unico sorvegliato in questo capitalismo reale è il semplice cittadino di cui le Piattaforme cercano di carpire perfino in anticipo i suoi desideri, determinandoli?”. Domande che saranno al centro anche della discussione di domani sera, secondo di una lunga serie di incontri dedicati alla figura di Berlinguer che InfinitiMondi promuoverà nelle cinque province campane. Con un grande appuntamento nazionale già in programma a Napoli nel mese di giugno.